365 GIORNI DI CORSA……

10822351_10152926277438324_1150097703_n

Un altro anno volge al termine, un altro anno di vita, un altro anno di Sport.
Nei miei “articoli” spesso vi parlo di “me”, accostando le mie “esperienze personali” alle performance sportive, come vivo i momenti precedenti, come vivo l’evento, quali conclusioni ne traggo alla fine.
Più o meno nel descrivervi “Un anno di corsa” farò lo stesso, sarà un pò più complesso perchè non sempre i ricordi e le sensazioni sono “limpide” a distanza di tempo, ma cercherò comunque di riassumere i momenti salienti di “365 giorni di corsa”.

A Gennaio quando di solito si “buttano giù progetti e obiettivi” avevo dato priorità a due appuntamenti, la Maratona di Parigi del 6 Aprile e l’Etnatrail del 2 Agosto.

Preparare una Maratona, per un soggetto allergico alle tabelle come me, risulta un’impresa ardua, ho comunque cercato di dedicare Gennaio, Febbraio e Marzo a “pseudo preparare la Maratona”.

I primi due mesi dell’anno sono i peggiori per me, essendo i periodi più “freddi” le mie prestazioni scendono al di sotto della media, la mia sofferenza fisica aumenta e con essa anche quella mentale.
Cerco comunque di difendermi “abbozzando qualche “ripetuta”, diversi “fartlek lunghi” a modo mio e tante “corse a sensazione” come piace a me, in mezzo due mezze maratone a Pergusa e Agrigento con tempi appena dignitosi sulla media dell’1h23m, ma con il passare del tempo mi sento sempre più “allergico” a medie e ritmi piuttosto che a liberatorie corse in natura tra i sentieri del Trail.

In ben che non si dica è “Maratona di Parigi”, 2h56m, considerando che non ho fatto niente di specifico tutto sommato mi accontento, chiudere sotto le 3h è il minimo per un macinatore di km come me, ma, nello stesso tempo non è cosi semplice perchè nella mia “routine” la quantità batte la qualità 9-1!!
Mi soffermerò molto sulla parte sportiva nel racconto dell’anno appena trascorso, altrimenti dovrei scrivere un trattato, ma di questa esperienza Parigina piuttosto che la Maratona in se e per se, il ricordo più prezioso che conservo è la visita a Disneyland perchè è stato “l’avverarsi di uno dei sogni della vita di Ketty”, la sua felicità è valsa più di un 2h40 in gara, un pò come quando io da ragazzino feci visita ai giocatori dell’Inter ad Appiano Gentile, toccare il cielo con un dito, quelle cose che ti rimangono dentro per sempre.

Sono fatto cosi, ogni tanto qualche “deviazione” dallo sport la troverete.

Archiviata Parigi, si torna al Trail finalmente, lunghi, lunghi e lunghi allenamenti per preparare la sfida a sua Maestà Etna!
Come sempre le prime due gare “faccio ridere”, “La Pizzuta” e “Monte Pellegrino” dove sono arrivato nono o decimo, strisciando per arrivare, non so perchè, ma ogni anno è sempre cosi, poi tra un allenamento lungo, alcuni fartlek, molte salite e qualche “montagna” ho messo la giusta dose di “spirito trai nelle gambe”, prima “Piana degli Albanesi” dove ho chiuso quarto e poi “Petralia” dove ho “vinto” (anche se in realtà è stato Vito Massimo Catania) a “regalarmi” la vittoria essendo arrivati insieme al traguardo (anche se volendo a metà gara poteva benissimo staccarmi, ma è fatto cosi, non ci possiamo fare nulla), mi hanno fatto capire che a un mese da “Etnatrail” c’ero, ero li pronto a giocarmela.

Estate, io amo l’Estate, il caldo, il sole, il mare, amo tutto dell’Estate, per me l’Estate è “una condizione mentale” che si ripercuote favorevolmente sul mio corpo, è il periodo dell’anno dove vado più forte.
Se a Gennaio e Febbraio faccio fatica a correre, a Giugno, Luglio e Agosto “starmi dietro” è impegnativo.
Ogni anno da quando gareggio è cosi, amo l’afa, l’aria calda che mi sbatte in faccia, la gola secca e il bisogno d’acqua, il sole che mi bacia per ogni metro della mia corsa, tutto questo mi rende felice, allegro,potente, grintoso e siccome come ripeto da sempre “la corsa è al 70% con la testa” io in questo periodo vado veramente forte.

2 Agosto, “Etnatrail 64km”, per me la gara perfetta, la migliore che abbia mai corso finora, per condizione fisica, per tattica di gara, per distanza, per condizioni meteo. A “livello sportivo” il miglior periodo dell’anno.
Non vi sto qui a raccontare nuovamente tutta la gara, (l’ho già fatto nel post ad essa dedicato), ve la riassumo comunque brevemente.

La partenza, “lo schock”, 5.15 di mattina, diciamo che fino al primo o secondo ristoro al rifugio “Citelli”, dove sono arrivato tutto tagliato dalla prima caduta (che finalmente mi aveva svegliato), non ho quasi nessun ricordo!

Da li in poi è iniziata la mia gara, fino al 30esimo km circa a Piano Provenzano ho gestito senza tirare, ascoltando quel freno “mentale” che mi diceva :”aspetta Ciccio, adesso inizia a fare caldo, gli altri soffriranno, tu inizierai ad andare più forte”, ogni tanto sono giudizioso e ascolto me stesso… più “ogni” che “tanto”.
Tra il 30esimo e il 40esimo mi sono messo a “tirare” seriamente, ho superato due o tre avversari fino a scorgere Cuttaia e Taranto (che erano andati in fuga di buon mattino).
Quando ho accostato Giuseppe che mi ha detto “Sono cotto” ho capito che era il monento per lo strappo decisivo cosi ho accelerato ancora mettendo quel distacco, opportuno, per gestire gli ultimi 15km e la terribile salita finale.

Ho chiuso al secondo posto in 8h38, se non fosse per quel “mostro” di “Vito Massimo” avrei vinto, ma va bene, sono arrivato “primo” dei “normali”
L’Ultratrail è la mia distanza, il mio futuro agonistico, lo sento, sento che dentro ho questo e cercherò di sfruttare al massimo le mie “potenzialità” su queste distanze.

Agosto si chiude con l’affascinante “Trail della Luna”, una doppia di tappa notturna/diurna a Caltavuturo che è uno degli appuntamenti fissi dell’Estate. Consiglio di cuore a chiunque abbia voglia di provare qualcosa di nuovo a correre la tappa in notturna, un’esperienza unica nel suo genere.

Qualche settimana dopo Etnatrail “sono stato coinvolto” dagli “AMICI” della Marathon Misilmeri a partecipare all’Ultra Trail del Lago D’Orta, 88km (che poi si sono rivelati 94) per 6600mt di dislivello.
Come potevo dire di no?
Ho passato la fine della stagione estiva a mettere km su km per cercare di arrivare pronto all’evento.
Chiudendo il Trail sull’Etna e nell’ottica di chiudere bene anche l’UTLO sarei riuscito ad ottenere i punti necessari per partecipare al sorteggio della CCC, un’Ultra Trail di 103km che si corre ogni anno sul Monte Bianco, l’obiettivo era prestigioso, cosi mi sono messo sotto e d’impegno.

Sabato 18 Ottobre, 5.00 am, allo start dell’UTLO insieme ai ragazzi del Marathon Misilmeri, alla mia migliore Amica, Lara, ad Aldo, Vito Lo Porto e al Super Pippo Ruggeri, una combriccola di “malati” pronta a darsi battaglia e divertirsi sulle Alpi, ognuno si diverte “come vuole…”

L’Utratrail prima che con le gambe si corre con la testa, devi essere pronto e consapevole che per distanze del genere non impiegherai meno di 12h, che dovrai quasi del tutto pensare a integrarti autonomamente (quindi “quanto e cosa portare in termini di integrazione”), che per molte ore ti troverai a correre in solitario in mezzo alle montagne, che partirai con il buio della mattina e arriverai con l’oscurità della notte, che il tempo potrebbe cambiare da un momento all’altro, e tanti altri imprevisti che devi “cercare di prevedere e gestire” prima che si presentino.

Cercherò come nel caso dell’Etnatrail di riassumere l’UTLO in alcuni dei momenti salienti (per chi volesse conoscerlo nei dettagli, sul blog è presente l’articolo nello specifico).
La prima cosa significativa che mi viene in mente è la partenza, seguita a ruota dal 20esimo km quando ha iniziato a far luce e dopo aver superato la prima vetta raggiungevo Super Pippo Ruggeri, avremo corso insieme una decina di km sufficienti a prendere da lui tutte quelle informazioni e suggerimenti determinanti per affrontare al meglio il resto della giornata e della gara.
Il secondo momento clou è stato intorno al 40esimo km, piu’ o meno tra l’una e le due quando ho raggiunto il “Punto vita di Arola”, li ho mangiato e mi sono reintegrato sia fisicamente che mentalmente, da qui è partita la seconda parte della gara, la vera gara.
Il terzo momento è stato intorno al 60esimo km quando scendendo in picchiata verso il lago ho temuto seriamente di aver sbagliato strada, credetemi, li ero veramente “sportivamente disperato”, poi quella stupenda freccia rossa, roccia appoggiata su un masso mi indicava “la salita”, l’ultima salita, ho tirato un grandissimo sospiro di sollievo, la strada era quella giusta.
Al km 84, ultima vetta, quasi sera ormai, ho capito che la distanza in programma era maggiore rispetto agli 88km ufficiali, infatti guardando il tracciato mancavano ancora una decina di km rispetto ai riferimenti indicati nella mappa, crisi di fame tremenda, avevo dato tutto anche perchè mi ero gestito per correre 88km e non per i 94 che alla fine sono stati, comunque non sono uno che si perde d’animo, trovo l’ultima barretta veramente prima di svenire perchè non ce la facevo più, ogni risorsa del mio corpo era stata prosciugata e continuo per la discesa finale nella notte Piemontese.

All’arrivo dopo 94km, un ventesimo posto assoluto in 14h38m, ricordo l’abbraccio con la “mia” cara Lara e la soddisfazione di aver portato al termine il mio primo vero Ultratrail!Anche se quella gara non l’ho corsa da solo, l’ho sempre condivisa ora per ora con chi volevo condividerla.

Si torna in Sicilia, 1 Novembre Etna Sky Marathon, 2 Novembre Ecotrail Valle dell’Himera, roba da pazzi, ma io sono pazzo e irresponsabile molte volte ma, forse questo è proprio uno dei miei segreti, una forte fiducia in me stesso e nei miei mezzi.

Il 16 Novembre ho invece corso la Maratona di Palermo come “pacemaker” (anche per questa esperienza è presente un articolo dedicato sul blog), è stato un “piacere”, per due motivi in particolare. Il primo, quello di “regalare un sorriso per un giorno a tutti i “ragazzi/e, uomini e donne che sono riuscito ad “aiutare” nel raggiungimento del loro obiettivo sportivo, il secondo,il piacere di poter finalmente correre la Maratona tra le strade della mia città.

Dicembre, il primo ritiro della mia carriera, Ecotrail dei Nebrodi, (ne abbiamo già discusso in lungo e in largo come tutti saprete, polemiche, contro polemiche e tutto il resto), non ho nessuno interesse a tornarci su, nel racconto del mio anno sportivo va semplicemente registrato come “ritiro per assideramento”, per una volta la “ragione” ha avuto la meglio sulla “pazzia”.
Mi sono “rifatto” a Ficuzza il 23 Dicembre, in una gara “tra colossi del trail e non solo”, tirata dal primo all’ultimo metro ho chiuso al quinto posto aggiudicandomi il “titolo” di categoria del circuito Ecotrail Sicila.

In “breve” questo è stato il mio anno sportivo.
Questo articolo è stato forse più “giornalistico che personale”, ma, per raccontare “un anno di corsa” bisogna adeguarsi alla cronologia, al racconto dei “fatti”, delle gare, quando è stato possibile ho cercato di “infilare” alcune “sensazioni personali”, come faccio invece di solito in tutti gli altri articoli.

Volevo per chiudere postare “l’immagine clou” (a mio parere ovviamente) di quest’anno di corse e scrivere qualche numero e qualche ringraziamento.

Special tahnks : Iron Mario Cavataio, con il quale condivido la stragrande maggioranza dei mie “insensati” allenamenti

Special thanks : Andrea Renato Giudice (Per Correre), che da qualche mese mi ha dato la sua fiducia e mi supporta sia in allenamento che in gara

Ecco la “foto dell’anno”, UTLO 2014

DSC_0311


Grazie a chi mi “sopporta”, una persona in particolare.

Francesco

Precedente THIS IS THE END.... Successivo "QUATTRO FULMINATI"....UNA "IRON MARATONA...."