FINO ALLA FINE DEL VULCANO….

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Venerdi pomeriggio mentre in macchina mi dirigevo verso casa di Pippo (che gentilmente mi ha ospitato) riflettendo tra una galleria e l’altra sulla Pa-Me mi sono reso conto di quanto bisogno ho di competizione, di cosa mi si scatena dentro alla vigilia di una gara, dell’agonismo che mi scorre nelle vene.

Vedevo quel gigante nero con un cappello bianco in testa e pensavo (“Domani salgo li sopra e ti tolgo questo cappello amica mia”), l’Etna vista da sotto sembra cosi vicina.. ma poi arrivare fino in vetta…tremendo.

Non posso fare a meno dell’Etna, è una droga per me.

Poco importa se nell’ordine (insieme ai miei amici, Pippo, Lara e Roby) corriamo senza sosta dal 24 Maggio, partendo dalla Pizzuta, passando per la Francia, facendoci cullare dalle Madonie e finendo fino alla cima del vulcano più alto d’Europa.

Sono fatto cosi, mi piace soffrire, portare il corpo e la mente al limite.
Si, la mente, perchè per correre questa striscia di gare è necessario disporre di una grande testa e di un grande cuore, che contano molto di più delle gambe.

Sabato mattina la sveglia suona alle 5.15am, Pippo è già sotto che fa colazione insieme ai cagnoloni, un pasto completo e via verso l’appuntamento con Lara e Roby verso Marina di Cottone.

C’è tanta gente che prende il via alla 0-3000, l’unica gara in cui dalla partenza riesci a vedere l’arrivo, c’e’ chi è terrorizzato da questo, c’e’ chi si carica con questo.

Tanti saluti e tante chiacchiere prima del via che avviene puntale alle 8.00 del mattino.

Il gruppetto di testa parte abbastanza veloce, Io mi ritrovo di fianco Nino Terrasi (dal quale non mi staccherò più fino al 37°km), cui dico, “Li vedi tutti i vari velocisti? Bene, falli correre li raccogliamo strada facendo uno per volta”, lui era li, lo vedevo che voleva spingere per prenderli immediatamente e non farsi staccare, ma per fortuna ha ascoltato il mio consiglio.

Ho corso solo una volta la 0-3000 ma ti lascia talmente tanto il segno che la volta successiva cerchi di non bruciarti.

Ad essere sincero alla partenza non avevo idea su che gara potessi disputare, visto ciò da cui provenivo potevo incappare in una crisi di qualsiasi genere da un momento all’altro.

I primi 15km fino a Linguaglossa sono scivolati via tra una chiacchiera e l’altra con Nino, con Matteo e con la gentilissima moglie di Matteo che puntualmente ci affiancava in macchina chiedendoci se avessimo bisogno di qualcosa.

Ristori frequenti, assistenza, ogni bivio coperto da un membro dello staff, tutto perfetto, Etnatrail di Carmelo Santoro e dei suoi ragazzi ci ha permesso di gareggiare pensando solo a correre, fornendoci tutta l’assistenza possibile in una manifestazione di questo genere.

Da Linguaglossa fino a Piana Provenzana saranno circa 20km, 20km d’inferno.
Si corre su strada ma le pendenze aumentano sensibilmente.

Lungo il percorso non mi è mai mancato il sostegno di due cari ragazzi con cui condivido le gare ormai da tanto tempo, “Turi e Marcello” che mi hanno incitato e passato acqua ogni qualvolta ne avessi bisogno.
“Grazie ragazzi”

Durante questi 20km più volte ho rischiato la crisi, penso più mentale che fisica, ma se c’e’ una cosa in sono certo di essere forte è sicuramente la testa.
L’ho combattuta pensando positivo e dandomi di volta in volta tanti piccoli traguardi che mi hanno permesso di continuare con motivazioni sempre nuove.

“Nino stai calmo che ora li andiamo raccogliendo”.

Tra il 28° e il 34°km (Piano Provenzana) ne abbiamo fatti fuori sei, “Hai visto Nino che t’avevo detto…”

Io stavo bene ero fresco e Nino correva una meraviglia.

Al check point di Piano Provenzana sono passato senza nenche pensare di fermarmi, “corri compà” mi dicevo, che li fottiamo tutti.

Iniziano i nove terribili km che ti portano fino alla fine del vulcano.

I Primi tre scorrono veloci, si corre e si cammina, ma gli ultimi sei sono veramente duri.

Nino colto da crampi si stacca un po’ e resto solo per gli ultimo sei km.

Ho gia’ corso da solo su questo stesso tratto in occasione dell’Etna Trail dello scorso Agosto e quindi so affrontare bene questa situazione in condizione di estrema stanchezza.

Uno staffettista mi supera, finalmente ho un riferimento davanti a me che in queste situazioni di gara è molto importante.

Gli starò dietro fino alla fine perchè so che sarà lui (senza saperlo) a portarmi “mentalmente” al traguardo.

Correre e camminare, camminare e correre, una guerra di nervi che va vinta.

Finalmente davanti a me vedo il traguardo, non ero stanco morto ma comunque avevo bisogno di finire, ho guardato (penso per la seconda volta dallo start) l’orologio e mi sono accorto che ero dieci minuti sotto rispetto al tempo dell’anno scorso.

Quando corri cosi tante gare in pochissimo tempo ad ogni traguardo non sai mai se pensare “Ce l ho fatta anche questa volta” oppure “Cavolo pensa se ci fossi arrivato riposato”..

Io sono un incontentabile, vi lascio immaginare qual’e’ stato il mio pensiero..

In cima dopo qualche stiramento, un tè caldo e due chiacchiere con Vito, ho iniziato ad accusare brividi, spossatezza e formicolii, ho aspettato Lara (superba vincitrice in 5h1m), Roby e Pippo e siamo scesi subito con la prima navetta disponibile perchè tutti avevamo bisogno di tornare ad una quota più bassa.

Prima di continuare con qualche aneddoto post gara, devo ringraziare e fare i complimenti (come ho già fatto sul palco) a Carmelo Santoro e a tutti i ragazzi del suo staff che si sono spesi per la riuscita dell’evento.
Tutto è stato curato al meglio.
Ristori frequenti con acqua, sali, coca, te, frutta e solidi.
Macchine d’assistenza durante il tracciato, personale sempre presente ad ogni bivio, sicurezza garantita dai ragazzi in quad.

Carmelo (nomino te per nominare tutti)

“COMPLIMENTI”

Al pasta party ci siamo divertiti quanto in gara.
Intanto puoi sbracarti, guardare quella bestia sopra di te e dire “ce l ho fatta” e poi puoi divertirti a mangiare quanto e cosa vuoi (dopo i tristi giorni “in bianco” pre gara)

La ragazza della mensa alla richiesta del mio secondo piatto di pasta con le zucchine fritte mi dice, “Al massimo un piatto per uno mi dispiace”, la guardo e replico “Ok, se non mi dai un altro piatto mi prendo la pirofila..”

Ovviamente il mio secondo abbondante piatto di pasta è arrivato puntale, insieme ad un trittico di crostata!

Scendiamo a Linguaglossa per la premiazione e già stiamo pensando alla logistica per la gara successiva (noi siamo fatti cosi)

La cosa più divertente della premiazione è stata quella di aver ritirato il premio di una mia Amica (nonché curatrice delle mie gambe) Liliana .. tra le risate della gente, ma in fondo sono io il primo a fare ironia su me stesso, quindi figuratevi quanto fa ridere me, quando io faccio ridere voi.

Che figurone ti ho fatto fare cara….. 😉

Anche per quest’anno ce l’abbiamo fatta ..

La prossima gara è già alle porte che ci aspetta..

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