UNA SALITA SPECIALE….

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…per farvi capire di quale “strano fenomeno” stiamo parlando prima di iniziare il mio racconto vi mostro questa “fotografia virtuale” ..

7.15am / Sono sotto 4 coperte e con il fono accesso per riscaldarmi, non ho nessuna intenzione di uscire dal mio guscio… “Ma chi me lo fa fare..”

7.30am / Sono misteriosamente già in macchina con i RHCP a manetta nel tentativo di svegliarmi..

11am / sono a 1.500mt in pantaloncini,circondato solo da neve e nebbia senza avere la minima idea di dove si trovi il sentiero per arrivare al traguardo

Questo sono Io….

Intanto vorrei fare anche sul mio blog, i complimenti al compagno di tante battaglie Giuseppe Cuttaia, il quale sul proprio spazio virtuale ha pubblicato un racconto per “palati fini” della splendida esperienza trascorsa Domenica sulle Madonie, complimenti 😉

Dove ti metti suoni..come si suol dire

GRAZIE A NUNZIO LA SCUOLA PER LA PASSIONE E L’AMORE CON CUI HAI CREATO, PORTATO AVANTI E REALIZZATO QUESTO SPLENDIDO EVENTO, CI HAI FATTO SENTIRE TUTTI A CASA . BRAVO, COMPLIMENTI

Dopo un doveroso ringraziamento al grande Nunzio vi racconto “brevemente” la mia (come al solito), “folle giornata”

Uscire da quel letto non era facile..:”o esci subito di botto, o non esci più”!
Boom..esco dalle coperte, butto tutto dentro lo zaino, mi vesto velocemente, mi lavo faccia e denti, mi vesto e in 4 minuti sono già in macchina.. o uscivo cosi.. o non uscivo più..
Risveglio più traumatico non poteva esserci, “ogni maledetta domenica maledico gli organizzatori perchè si ostinano a fissare lo start delle gare sempre di buon mattino..ma il pomeriggio non vi piace ??”

Arrivato in largo anticipo mi parcheggio quasi un ora in un angolo del locale che ospita i concorrenti in attesa della partenza terrorizzato al solo pensiero di dovermi spogliare!
Tra un saluto ed un altro si fanno le 8.30, “amuni, cambiati Ciccio”.
Inizio a riscaldarmi e noto con piacere che tutto sommato non c’è freddo, non piove, non c’è vento, la temperatura bassa è comunque secca, quindi riesco a sopravvivere.

Insieme a Cuttaia, Camarda e Silvia (vi chiamo per cognome perchè magari non tutti ci conoscono per nome) partiamo abbastanza “sparati” e attacchiamo subito la prima salita su un pavè reso scivoloso dalla pioggia della notte.
Entriamo nel bosco ed è qui che inizia l’esperienza “magica”, quasi surreale che ci ha visto coinvolti.
Dapprima una leggera nebbiolina rendeva poco limpido il paesaggio intorno a noi fino a renderlo come uno stretto tunnel all’interno del quale ci stavamo divertendo da matti a correndoci dentro..poi la neve.
Ma questa volta non è stata traumatica come sui Nebrodi.
Sui Nebrodi le condizioni erano proibitive fin dalla partenza, una bufera di neve, grandine, acqua e vento è ben diversa da correre sulla neve fresca senza pioggia e vento e con un aria secca che non si ripercuoteva sul nostro corpo.
Ma il meteo non è gestito dall’uomo .. noi lo possiamo solo subire nel bene e nel male.
Ci raggiunge Antonio Greco, lui ci vive sulla neve, corre nel suo habitat naturale e prende in scioltezza la testa del gruppo che rimaneva comunque compatto come un trenino.
Greco raccontava delle sue “bianche esperienze”, Camarda si lamentava del freddo che quest’anno ha veramente rotto, Cuttaia ci diceva “sta finendo forza ..”, ma non finiva mai, Silvia cantava cori da stadio, il freddo gli aveva dato alla testa… hhmmmm, ma forse lui è “veramente fuori”, io mi stavo godendo incredulo quei momenti, ma in fondo tutti ci stavamo godendo qui momenti.
Abbiamo sperato che quella finite non fosse mai finita, una delle esperienze sportive più “intense” che abbia mai vissuto, nonostante fosse all’apparenza una normalissima salita in una normalissima gara di Trail.

L’unico momento di “pericolo” e di “insofferenza” è stato quando con la neve alle ginocchia a quota 1.500mt ci siamo persi, la neve era talmente alta che aveva ricoperto ogni cosa, c’era solo una distesa bianca accompagnata sempre da una leggera nebbiolina. Freddo e gelo mi hanno colpito e qualche imprecazione li è scappata..
Una cosa mi ha fatto incazzare, eravamo soli, senza linea telefonica, senza numeri di riferimento.

Se qualcuno si fosse sentito male o se fosse successo qualcosa, non sarebbe stato facile gestire la situazione, per questo motivo esorto gli organizzatori a pensare prima di tutto alla sicurezza che è fondamentale in gare in montagna come questa. Gli organizzatori del “bioecotrail” facciano ammenda ed esperienza di questa giornata per organizzare meglio le successive prove, in termini di sicurezza e di altre pecche che si sono verificate.

Trovata l’unica fettuccia che la neve aveva risparmiato è iniziata una fantastica discesa di circa 8km, un single track favoloso ricavato all’interno di un bike park, dove pazzi in bici “si mollano senza freni tra la natura”.
Qui ho pensato per la prima volta alla classifica e mi sono “mollato anche io”, sapevo che potevo riuscire a prendere chi mi precedeva, il mio unico pensiero era dietro..c’erano Cuttaia, Greco, Camarda e Silvia, delle “bestie feroci” quando il gioco si fa duro.

Ho subito una caduta abbastanza traumatica in una di questi strettissimi sentieri tra fango e massi, mi sono fatto abbastanza male, ma se non ti rialzi all’istante e riparti subito, rischi di fermarti, non devi pensare al dolore al sangue e alle ferite, devi correre, poi tagliato il traguardo se ne parla. Io ragiono cosi in gara (a meno che non mi rompa la testa o una gamba risultando impossibilitato a continuare).

Raggiunta la prima posizione avvertivo che dietro non c’era nessuno abbastanza vicino da impensierirmi ma ho comunque premuto il pedale fino all’ultimo metro, di una cosa finita la gara mi sono reso conto, quando sei “incazzato per un qualsiasi motivo” e riesci a trasformare questa rabbia in energia da scaricare sul terreno, “viaggi” che è un piacere.

E’ stata una delle più belle esperienze sportive più intense della mia “carriera”, uno di quei momenti che ti resta dentro più di una vittoria.
Il ricordo che porto dentro non è la vittoria ma è quella salita di 10km insieme ai miei compagni d’avventura, questo nessuno potrà mai portarmelo via.

Per questo ringrazio lo sport e ringrazio “la corsa ogni giorno”, perchè mi da tanto senza chiedere niente ….

Ci vediamo il 22 Marzo per l’Ecotrail di casa, l’Ecotrail di Monte Pellegrino..

Volevo dedicare questa “vittoria” a Yulia Baykova, una di “Noi”, una ragazza speciale che ha passato un brutto momento ma che ne sta uscendo alla grande, con quella forza che solo “quelli come noi hanno e che riescono a tirare fuori nei momenti più difficili della vita”

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