“DIVAGARE A RUOTA LIBERA…..”

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Ogni tanto è bene “divagare” a mio modesto parere, aiuta la mente a “correre” liberamente senza vincoli e senza imposizioni dettate dall’esterno o da qualcosa di specifico. In questo contesto ovviamente “divagherò” sulla corsa, ma questo concetto per me è da estendere a tutti i campi della vita, “divagare”, ogni tanto fa bene, tiene attivo il nostro cervello, la nostra creatività, i nostri istinti.

Se penso a “divagare” sulla corsa mi vengono in mente tante cose, ma quella che è al primo posto ha un nome e un cognome, si chiama “IRON MARIO”.
Ho incontrato IRON MARIO per la prima volta in un torrido pomeriggio estivo di Maggio del 2013, non ci eravamo dati appuntamento, non ci eravamo cercati, eravamo semplicemente gli unici due “pazzi” che correvano in quel momento tra i viali della Favorita mentre tutti i “comuni mortali” erano sdraiati al Sole in spiaggia, ci siamo “incontrati”, ha corso con me per due ore e mezza, tra semafori, controsensi, salite, discese, macchine e autobus senza mai lamentarsi, in quel momento ho capito che era “PAZZO QUANTO ME”.

Da quel giorno corriamo sempre insieme (tranne quando lui ha da fare “i lavori”), se mi vedete correre con qualcuno, quel qualcuno è IRON MARIO. Se gli automobilisti potessero sfogare le loro ire ai semafori, se gli “allenatori” schiavi di tabelle, ritmi e schematizzazioni potessero prendere d’esempio dei soggetti da non imitare, se le forze dell’ordine dovessero applicare delle sanzioni a podisti indisciplinati, in ognuna di queste situazioni (e chissà quante altre) le “vittime” saremmo sempre noi due, io e IRON MARIO, cosi diversi ma cosi uguali.

Se ci metteste accantosenza conoscerci nessuno potrebbe mai immaginare che due soggetti come noi, del tutto incompatibili a prima vista siano in fondo cosi simili.
Io e Mario ci definiamo “due malati psichiatrici”, se ci fossero ancora i manicomi aperti sicuramente faremmo coppia fissa alla stanza numero (42).. ovviamente.Durante le nostre corse parliamo di tutto, dalla politica allo sport, dalle cose personali alle cose più frivole, dall’attualità ai ricordi del passato. Per me l’appuntamento con MARIO è ormai imprenscindibile durante la settimana, che siano cinque volte o una volta sola, l importante è che non manchi.
C’è chi si da appuntamento al bar, chi in libreria, chi in piazza, chi al pub… io e Mario ci vediamo “casualmente” davanti un “carcere”, noi siamo pazzi, noi siamo cosi.

La cosa più folle è come lui mi segue, nessuno riesce a farlo (non perchè io vado a 3.30 al km), ma perchè i miei percorsi, le mie andature sono tutte a sensazione, senza senso, quello che mi viene faccio, io sono cosi. Forse per questo non farò mai 2h40 in Maratona, io non riesco a seguire una tabella, sono come “un selvaggio” ritrovatosi tra le strade della città che segue il suo istinto. MARIO riesce a seguirmi e si diverte pure, non potete immaginare le risate che ci facciamo, riusciamo a passare da argomenti più impegnativi a discorsi più leggeri e a spaccarci dalle risate. Vi racconto un piccolo anedotto, un pomeriggio chiaccherando durante la corsa gli raccontai qualcosa che lo fece fermare dalle risate per cinque minuti, fermare seriamente, bene, da quel momento e per le restanti due ore non potei più far uscire aria dalla bocca perchè altrimenti avrebbe ripreso a ridere a crepalle e non saremmo più riusciti ad allenarci.

Ogni giorno lo devo rimproverare..”Mario te l’ho insegnato io che mentre corriamo al rosso non ci si ferma e ci si fa strada con “prudenza”, ma non passare con la testa bassa senza guardare! cazzo! ”
Se organizzassero una maratona nella giungla di una qualsiasi città, tra automobilisti impazziti, semafori, bus, camion, motorini e ogni genere di imprevisto, io e Mario non avremmo rivali, ve lo posso assicurare.

Il mio amico Mario ha un obiettivo podistico da raggiungere e io il 13 Gennaio sarò al suo fianco per aiutarlo (per quello che è nelle mie possibilità) nel riuscire a centrarlo, perchè noi siamo maratoneti, noi non molliamo mai, siamo sempre “li” a combattere, a lottare fino alla fine.

Questa storia è in fondo la “Storia dello sport”, lo sport è competizione agguerrita, agonismo, impegno, dedizione, lo sport è per come lo vivo io, cercare sempre di vincere, cercare sempre di arrivare più in alto possibile in ogni occasione, “sputare sudore”, io sono cresciuto cosi dietro un pallone cercando di vincere, non l’ho mai negato che non mi presento allo start solo per partecipare. Ma lo Sport è allo stesso tempo anche AMICIZIA E CONDIVISIONE, Amicizia tra un 30enne e un 50enne, apparentemente cosi diversi, ma in fondo cosi simili che lo SPORT ha fatto incontare.

Grazie SPORT!

Questo è per me “divagare”, parlare di ciò che ti viene, senza uno schema, senza una scaletta, vivere cosi come corro, senza una tabella da seguire, a sensazione.

Adesso mi preparo per la Maratona dei Nebrodi e la settimana prossima ve la racconterò, come sempre a modo mio.
Buone corse a tutti!

Ciccio

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